domenica 23 maggio 2021

I DONI E I FRUTTI DELLO SPIRITO SANTO



I DONI E I FRUTTI DELLO SPIRITO SANTO

a cura della Parrocchia SS. Redentore, Monserrato
Parroco don Sergio Manunza




I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO

I doni dello Spirito Santo sono regali che Dio ci fa per affinarci di più a sé.
Troviamo questi doni enumerati nel Libro del profeta Isaia al capitolo 11 dove parlando del Messia che verrà il profeta dice che sarà ricoperto dello Spirito del Signore che è spirito di Sapienza ecc…
Essi sono: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timore di Dio.
Vediamo di darne una breve spiegazione:

Sapienza:
È l'esperienza gioiosa delle realtà soprannaturali. Ci da una conoscenza di Dio che non passa dalla conoscenza delle cose ma dalla condivisione della sua stessa vita. Serve a capire come funziona la vita e ad ordinare le cose secondo una classifica giusta riservando il primo posto a Dio. Spiega come le piccole e grandi gioie aiutano a vivere meglio ma non durano per sempre. Per questo la persona saggia costruisce la casa sulla roccia e non sulla sabbia.

Intelletto:
E' la risposta al bisogno di conoscenza e verità. Ci fa comprendere in maniera chiara quello che la luce della fede ci fa comprendere in maniera crepuscolare. Non si ferma al look, ma dà importanza a ciò che è "dentro. La persona intelligente non dà peso all'apparenza, ai pettegolezzi, alla banalità: cerca invece la verità nelle persone e nelle parole che ascolta e che dice. E' indispensabile nell'Evangelizzazione e nella catechesi, sia per chi parla che per chi ascolta. Fa capire in profondità la Parola di Dio e fa gustare la bellezza delle realtà rivelate. Il dono dell'intelletto coinvolge non solo la mente ma anche il cuore, la volontà, la passione, e persino l'azione. Per gli antichi Ebrei, sede dell'Intelletto non è il cervello ma il cuore perché la conoscenza che si raggiunge col cuore è più profonda di quella fredda del cervello.

Consiglio:
Offre un discernimento intuitivo e sicuro nelle scelte che facciamo per conoscere la volontà di Dio. Accresce la virtù della Prudenza. Fa sì che le nostre azioni siano degne di Dio; ci fa agire sempre per la gloria di Dio. Fondamento del consiglio è l'esperienza e siccome qui si parla di consiglio come dono di Dio è necessario far esperienza di Dio sia nella preghiera che nella coerenza di vita. Questo dono aiuta a conoscere ciò che Dio si aspetta da ognuno. Ci facilita la vita mettendoci accanto persone di Sua fiducia (genitori, catechisti, amici, suore, Don...) che indicano la strada giusta da seguire.

Fortezza:
Ci abilita a sopportare fatiche e sofferenze ma anche ad affrontare tentazioni e difficoltà. Sostiene la resistenza contro ogni tentazione che porta al male e fa realizzare il bene. Aiuta a mantenere gli impegni presi nei confronti nella vita, di noi stessi e con Dio. Dà ai ragazzi energia sufficiente per non comportarsi da "pecoroni" che imitano i modi sbagliati dei prepotenti. Questo dono insegna loro a sostituire l'amore per la forza con la forza per l'amore. E' necessaria contro lo scoraggiamento, le tentazioni, l'egoismo, ma è necessaria anche nel cammino spirituale di santificazione.

Scienza:
La scienza ci da la capacità di vedere le cose come le vede Dio. Fa sì che possiamo vedere sempre tutte le creature con gli occhi della fede. Fa percepire con sensibilità viva la presenza del Creatore nelle creature e la presenza di Gesù in tutti gli uomini. È sinonimo di conoscenza e di amore totale verso Dio. Se conosci Dio vedi le persone e le cose in relazione con Lui. L'amore per le creature deriva dall'amore per il Creatore. Per questa ragione rispetta la natura, comprende gli altri e con essi cammina verso la felicità, verso l'Amore (con la A maiuscola) che è alla base di ogni amore. Questo è il vero "scienziato" che migliora la sua vita e quella degli altri.

Pietà:
Ci fa sperimentare la tenerezza del Padre e ci fa sentire figli prediletti. Aiuta a riconoscere Dio come un padre buono che pensa a tutti, con cui si può dialogare volentieri e si fa il possibile per accontentarlo. Uno dei modi più belli è di riconoscere tutti i Suoi figli come fratelli e sorelle. Se li amiamo, ha detto Gesù, si ama anche il Padre che è nei cieli. Ci da il senso della Divina Provvidenza, che riconosce che siamo figli di Dio e che Lui provvede a tutto. E' l'amore dei figli verso il Padre. Esempio è Enea che fugge da Troia portando in spalle il padre. E' un dono che coinvolge volontà, azione, sentimenti delle persone. E' una sensibilità del cuore, di quel cuore di carne che Dio ha messo al posto del cuore di pietra. Diventa così importante perché prepara il terreno per tutti gli altri doni. E' cuore capace di ascoltare la parola del Signore e far sì che diventi impulso per le azioni.

Timore di Dio:
Il Timor di Dio ci fa capire che Dio deve essere rispettato. Non è un Tipo suscettibile che spaventa e castiga, ma neppure Uno che può essere facilmente ingannato e raggirato. E' il Dio Amore di cui bisogna parlare bene nei discorsi e nei fatti. Dio non vuole spaventare nessuno, vuole solo che noi ci assumiamo la nostra responsabilità, usiamo bene della nostra libertà aprendo a Lui il nostro cuore. Adorazione, lode, ringraziamento partono da qui. Non è la paura e non è neanche in contrasto con l'amore. Esso è prima di tutto rispetto, riconoscimento della sua grandezza, fiducia nella sua giustizia.




 


I DODICI FRUTTI DELLO SPIRITO SANTO

Lo Spirito Santo arriva nelle nostre anime nel giorno del nostro Battesimo, spargendo su di noi le tre virtù teologali: la Fede, la Speranza e la Carità. E arriva in un modo più solenne nel giorno in cui riceviamo il Sacramento della Cresima o della Confermazione, quando riceviamo l'effusione dello Spirito che sparge su di noi i sette doni: La Saggezza o Sapienza, l'Intelletto, il Consiglio, la Fortezza, la Scienza, la Pietà e il Timore di Dio.
Lo Spirito Santo, oltre a spargere i sette doni, conferisce al cristiano dodici frutti che sono: la Carità, la Gioia, la Pace, la Pazienza, la Benevolenza, la Bontà, la Longanimità, la Mitezza, la Fede, la Modestia, la Continenza e la Castità.
Definiamo, in brevi parole, i frutti dello Spirito Santo.

- La Carità è un frutto dello Spirito Santo. La carità è l'amore ed è il più grande di tutti i doni, perché essa non sparisce, esiste oltre morte.

- La Gioia o allegria è caratterizzata da quelle emozioni interiori, da quell'allegria interiore e dalla soddisfazione spirituale profonda che lo Spirito Santo sparge nel cuore e nell'anima. La persona sente una gioia inesplicabile.

- La Pace di cui parliamo non ha niente a che fare con i motivi o le sensazioni esterne, ma è una pace e una soavità interiore, così come disse Gesù ai suoi apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace".

- La Pazienza sopporta le avversità, le malattie, le contrarietà e le persecuzioni. La pazienza è il frutto essenziale affinché il cristiano perseveri nella sua fede. Il cristiano paziente difficilmente è allontanato dalla sua fede perché egli sopporta tutto con pazienza. L'anima paziente è docile e umile, non si ribella contro il suo Dio ma sopporta e accetta tutto.

- La Benevolenza è la bontà che va oltre la bontà, cioè, molte volte facciamo del bene, ma soltanto fino ad una certa misura. Tuttavia, la benevolenza è l'esecuzione di questo bene che va oltre ciò che dovrebbe essere fatto. Significa semplicemente vedere le necessità degli altri e rispondervi in maniera calda, amichevole.

- La Bontà consiste nel fare il bene, in modo disinteressato, agli altri. La persona che lo fa ha un cuore buono, che ama veramente. La risposta di colui che ama seriamente è: "Io amo perché amo."

- La Longanimità è la pazienza oltre la pazienza, è quando qualcuno continua ad essere paziente dopo essere messo a prova, tante e tante volte.

- La Mitezza è sempre associata all'umiltà e alla pazienza. Gesù dice, quando si riferisce a sé stesso: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero" (Mt 11, 28-30). La mitezza è contro l'ira e contro l'odio. In questo modo dobbiamo cercare di essere miti, imitando il Divino Maestro.

- La Fede, oltre ad essere il frutto dello Spirito Santo, è una delle virtù teologali. La fede è un dono molto importante, senza la quale ci disperiamo e ci scoraggiamo lungo il nostro cammino, fatto di alti e bassi e di molte difficoltà. Senza la fede il cristiano arriva fino ad un certo punto. La fede porta il cristiano a mantenersi fermo nel suo cammino, ma questa fede dev'essere conservata e protetta. Una delle maniere per farlo è la preghiera che aumenta e protegge la fede. La preghiera ci mantiene sulla strada della fede e sulla strada della salvezza, per questo motivo è indispensabile.

- La Modestia riguarda l'essere discreto. La modestia è contro l'ostentazione e l'esibizione. La modestia è il pudore che deve accompagnare ogni cristiano, poiché in lui abita Dio. Quindi dobbiamo rispettare il nostro proprio corpo, senza esporlo come un campionario. Questa virtù mantiene i nostri occhi, labbra, risa, movimenti, insomma, tutta la nostra persona, senza escludere gli abiti che la rivestono, nei giusti limiti. Sant'Agostino raccomanda particolare cura per la modestia esteriore, che tanto può edificare quanto scandalizzare coloro che ci circondano.

- La Continenza è un frutto dello Spirito Santo. L'uomo sa equilibrarsi, dominando la sua sessualità. Sa riguardarsi e proteggersi. La continenza è una grande virtù. Se gli uomini e le donne di oggi possedessero questa grande virtù, non vi sarebbero in molte famiglie tanta tristezza, tanti problemi, perché tutti saprebbero mantenere la castità e la purezza. La continenza è il dominio di sé stesso in relazione agli istinti sessuali.

- La Castità è un frutto che porta l'uomo o la donna a mantenere la purezza del corpo, e di conseguenza la purezza dell'anima, senza lasciarsi macchiare, cadendo nel peccato contro il 6º e il 9º Comandamento. Il sesto comandamento dice: "Osservate la castità nelle parole e nelle opere"; ed il nono comandamento dice: "Osservate la castità nei pensieri e nei desideri".

Questi dodici frutti dello Spirito Santo devono suscitare nel cristiano il desiderio e lo sforzo di conquistarli. Affinché ciò si realizzi dovrà chiederli e supplicarli allo Spirito Santo, perché a colui che li chiede Egli li darà. Se non li chiederai Egli rimarrà in attesa. Tuttavia, a causa delle preoccupazioni, della corsa di tutti i giorni e della lotta per la vita, molte volte ci dimentichiamo di valori così sublimi ed elevati.




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