giovedì 1 agosto 2019

SERVIZIO E RESPONSABILITA' NEI CONFRONTI DELLA VITA CHE INCOMINCIA, di Mons. Dante Lafranconi



SERVIZIO E RESPONSABILITA' NEI CONFRONTI DELLA VITA CHE INCOMINCIA
               

di Mons. Dante Lafranconi

 


La famiglia ha un compito insostituibile da svolgere per comunicare il Vangelo della Vita, una competenza acquisita sia per la quotidianità dell'esperienza delle persone che la costituiscono, sia per il fondamentale apporto che le famiglie danno alla costruzione di una società libera e democratica.
Pertanto i genitori cristiani oltre ad affermare la sacralità della vita ne indicano anche l'orizzonte d'eternità: l'uomo è chiamato alla vita per una piena comunione con Dio suo creatore. Il cammino pastorale della Chiesa è particolarmente attento alle famiglie, volendo fare nostro l'invito del Papa "Famiglia, diventa ciò che sei".
Testimoniare l'amore coniugale significa vivere la famiglia come un luogo e un tempo in cui la vita dei figli, dono di Dio, possa essere sempre accolta, protetta, educata . Tale vocazione ad essere "santuario della vita" è un servizio e un impegno delle famiglie, per le quali chiediamo una grande preghiera da parte di tutta la comunità cristiana.
I cristiani in quanto cittadini hanno il diritto e il dovere di porre le loro competenze al servizio della vita umana, offrendo il loro specifico contributo alla promozione del bene comune, alla costruzione di quella civiltà dell'amore che ha al centro la dignità dell'uomo. Tale impegno può essere occasione di condivisione e di discernimento con tutti coloro che riconoscono la dignità della persona umana quale fondamento della vita civile .
A proposito della vita nascente e sul fronte dell'attuale dibattito sulle tecniche di procreazione assistita, in coscienza nessuno si deve lasciar sviare dalla verità circa il bene dell'uomo: affermare il valore in sé di ogni vita umana significa garantire  - anche dal punto di vista della legge positiva -  l'effettivo esercizio dei diritti della persona fin dall'inizio del concepimento.
L'impegno per vivere la famiglia come fondamento della società, per garantire ai figli genitori capaci di amarli, per aprire le coppie alla solidarietà, domanda di riaffermare la verità sulla procreazione come atto umano di cui è capace ogni uomo e ogni donna chiamati a vivere l'amore come dono di sé. Affermare questi valori condivisibili da tutti dal punto di vista etico e giuridico anche in riferimento alla responsabilità nei confronti della vita che incomincia è un dovere di coscienza. E' fuori luogo, dunque, nell'attuale dibattito opporre  una visione di fede alla ricerca scientifica; si tratta invece di affermare le ragioni umane, scientifiche, giuridiche di una "buona" medicina che serve l'uomo e la salute, e una "cattiva" medicina che causa morte e nega il diritto e la dignità della persona.
Di fronte all'attuale complessa analisi dal punto di vista medico, scientifico, culturale, giuridico circa la responsabilità nei confronti della vita umana e della procreazione assistita, occorre riaffermare molto seriamente l'impegno di educare le coscienze e di testimoniare la verità circa la vita umana. Questo è possibile a livello personale, assumendo coerentemente stili di vita che esprimano la solidarietà e la promozione della giustizia. Nella mobilitazione per una nuova cultura della vita nessuno si deve sentire escluso; ciascuno infatti può dare un suo contributo originale nella ricerca della verità circa il diritto alla vita applicato alle recenti forme di procreazione artificiale e circa i metodi di intervento sugli embrioni umani.
Oggi - soprattutto - di fronte al tentativo di affermare una visione dell'uomo slegata dai valori etici, sotto il forte condizionamento di interessi economici e di motivazioni ideologiche che negano il primato della persona, occorre lavorare perché nella società civile e nell'ordinamento della comunità umana la difesa della vita umana sia fondamento di una società libera, giusta e pacifica.
Per questo è degno di stima l'impegno di tutti coloro che pongono la questione della vita e della sua difesa come questione fondamentale per la città degli uomini; agire a favore della vita è contribuire al rinnovamento continuo della società. Il bene comune infatti implica il riconoscimento e la tutela del diritto alla vita e alla procreazione come atto umano: a partire dall'intangibilità di questo diritto, infatti, si fondano e si sviluppano tutti gli altri diritti inalienabili della persona. In questa prospettiva ha grande valore riaffermare sotto ogni punto di vista che la venuta all'esistenza di una nuova creatura è sempre un dono, la persona infatti non è mai la riposta ad un bisogno, ma è un valore in sé (ADVM, Documento di Loreto,  n°.2).
Affermare che il concepito è un soggetto al quale si riconosce la piena tutela dei diritti è segno di civiltà che accomuna credenti e uomini di buona volontà nell'impegno comune a favore di una vera democrazia per la quale la dignità di ogni persona è da tutti rispettata, dal momento della sua procreazione, per tutto l¹arco della sua esistenza, fino alla sua naturale conclusione.



Dante Lafranconi  
Vescovo di Cremona
Presidente della Commissione CEI
per la  pastorale della Famiglia e della vita






Fonte : www.advm.org , Associazione Difendere la Vita con Maria , testo inviato da Tino Redaelli
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