martedì 23 luglio 2019

LO SVILUPPO E LA MATURAZIONE DEL COMPORTAMENTO DELL'ESSERE UMANO TRA BIOLOGIA E AMBIENTE SIN DALLE PRIME ORE DI VITA, di Elisa Sparano Bosco



LO SVILUPPO E LA MATURAZIONE  DEL COMPORTAMENTO DELL'ESSERE UMANO TRA BIOLOGIA E AMBIENTE SIN DALLE PRIME ORE DI VITA
 
di Elisa Sparano Bosco
 
 
 
 
Ogni generazione trae  profitto dal ricordo di ciò che gli uomini delle  generazioni precedenti hanno esperimentato o scoperto e ,a sua volta,aggiunge qualcosa di nuovo alle abilità trasmesse.
Questa trasmissione avviene grazie a  dei comportamenti  istintivi innati,di cui tutti gli individui sono dotati,che assicurano la  sopravvivenza e  ad altri comportamenti che sono appresi attraverso l’esperienza.
Vi sono,cioè, comportamenti che fanno parte del bagaglio genetico,che sono indipendenti dall’esperienza  (cibo,protezione,atteggiamento  materno,sociale  e
sessuale ) e comportamenti  derivanti dall’esperienza individuale  nel contatto con l’ambiente.
Vorrei puntualizzare che i comportamenti innati non sono mai del tutto immodificabili : sono suscettibili di cambiamento nel contatto con l’esperienza,così come i comportamenti  acquisiti trovano le loro radici in strutture cerebrali ereditarie,che sono alla base della curiosità,della memoria e dell’intelligenza.
Vi sono ,poi,anche dei tipi di  risposte che compaiono solo se l’individuo viene a contatto con alcuni stimoli in un determinato periodo della propria esistenza.
Un esempio di tale risposta è  l’ ” imprinting “ ( impronta) ,che hanno messo in risalto  Lorenz,Hess,etc., mediante studi effettuati sul comportamento animale (1965).  Ad esempio le  anitre cinerine seguiranno per tutta la vita la prima sagoma  vista muoversi entro  le prime  24 ore dalla loro  nascita,sia essa di cartone  o  la loro  madre o addirittura lo stesso sperimentatore.
Questo particolare tipo di apprendimento, l’impronta,  si verifica anche nell’essere umano e soltanto  nel  cosiddetto  “periodo critico”  ;  una volta verificatosi non è reversibile .
L’idea di  “ periodo critico “  risale a W.James,secondo il quale, in certi stadi di sviluppo, l’organismo è più sensibile a determinate esperienze  :  per esempio l’apprendimento del linguaggio è più rapido nell’infanzia . Numerosi sono gli psicologi  tra cui  Freud,Bowlby,Spitz,Piaget,etc., che ,oltre Lorenz, direttamente o indirettamente,  hanno sostenuto l’esistenza del  “ periodo critico “.
Spitz e Bowlby,studiando il sorriso del neonato, hanno rilevato che la fase del  “sorriso indiscriminato”,che si verifica  dai tre ai cinque mesi ,è un  “periodo  critico”  in cui iniziano  il processo di socializzazione e l’attaccamento alla madre.
Secondo il Bowlby,inoltre,la mancanza  di una adeguata relazione tra madre e bambino e di  un ‘ impronta al sorriso,è causa di un anormale comportamento sociale in quegli adulti che siano stati ,appunto, deprivati affettivamente durante i primi  mesi di vita.
 
Anche durante la vita intrauterina si possono verificare alcuni tipi di  impronta ; ad esempio il bambino , nelle  ultime settimane prima della nascita,  può essere influenzato dal ritmo e dal rumore del  battito cardiaco della madre . Esperimenti hanno dimostrato che  si addormenta più facilmente  se sente un disco riproducente il battito del cuore materno, oppure se la madre stessa lo culla sul suo petto.
Gli studi sull’impronta confermano,a mio avviso,ancora una volta, che l’essere umano nasce dotato di una vasta programmazione genetica,la quale ha bisogno dell’ambiente per manifestarsi e,data l’estrema plasticità della corteccia cerebrale, secondo il tipo e la qualità degli stimoli che riceve, specialmente  nel periodo critico, il suo comportamento può essere profondamente modificato.
E’ chiaro,dunque,che la personalità dell’uomo è la risultante di innumerevoli fattori, sia di carattere biologico e genetico che culturale,storico,situazionale,etc.
Il neonato viene al mondo completamente bisognoso di aiuto per sopravvivere,in quanto ha  una corteccia cerebrale nettamente immatura,tanto da potersi definire un essere precorticale,cioè fornito solo di attività fondamentalmente istintive.E’ dal secondo-terzo mese  di vita fino ai 16/17 anni che si verifica progressivamente,anche se lentamente,la maturazione della corteccia,simultaneamente allo sviluppo cognitivo,motorio,verbale ;anche se essa procede secondo modalità innate,in questo lungo arco di tempo, molte possono essere le interferenze  positive o negative provenienti dall’ambiente esterno.
A differenza,infatti, delle specie inferiori,che in breve tempo raggiungono la maturità necessaria per sopravvivere (procurarsi il cibo,difendersi dai  pericoli,etc.,evidenziando il proprio comportamento istintivo,secondo i meccanismi biologici della specie di appartenenza) l’essere umano impiega molti anni , e precisamente tutta l’età evolutiva ,per completare la maturazione delle sofisticate strutture del sistema nervoso : egli,che ha in sé una parte dell’Intelligenza di Dio,è stato da Lui creato con elevate potenzialità razionali,con infinita capacità di apprendimento e di adattamento comportamentale,per cui è in grado di raggiungere forme altissime di creatività,di logicità e di spiritualità.
Il neonato,dunque, siccome non dispone ancora di funzioni psichiche,si  trova in uno stato di  “non differenziazione “ (secondo il termine usato da Hartmann ) .
Per lui non esistono relazioni oggettuali ,che si svilupperanno durante i mesi successivi  . Egli non è in grado di differenziare un oggetto dall’altro,né il suo corpo dall’ambiente ; anche il seno materno o la madre sono percepiti  come parte del suo corpo.
La percezione del mondo esterno gli è preclusa in quanto  ha una soglia di percezione molto  alta. Questa soglia elevata lo protegge ,nei  primi mesi di vita , dagli stimoli ambientali ,che vengono percepiti solo quando  superano la predetta soglia e fanno irruzione nel suo stato di  quiete , al  quale reagisce con dispiacere .Come vediamo,
il contrario dello stato di quiete  è quello di dispiacere , non esistendo per lui la tonalità  piacevole.
 
Fino al secondo mese il neonato avrà tutte funzioni prettamente fisiologiche ed interocettive.Solo nel terzo mese la sua risposta col sorriso al viso dell’adulto rappresenterà il primo debole segno del passaggio dalla passività completa ad un comportamento attivo  e intenzionale,che andrà sempre  più aumentando man mano che progredirà la maturazione e l’azione di controllo della corteccia.
Le zone più immature alla nascita sono larghe porzioni delle aree della corteccia parietale,occipitale e frontale che rivestono un ruolo essenziale nei processi più elevati della memoria e dell’apprendimento.
La corteccia cerebrale,che rappresenta tutte  le strutture neoencefaliche,consente di  ideare schemi individuali  nella risoluzione dei problemi,di inibire e di  tenere a freno i centri sottostanti del paleoncefalo,le cui attività istintive hanno il compito di soddisfare i bisogni dell’organismo e di coordinare le pulsioni dell’individuo.
Essa  può essere suddivisa in tre diversi tipi di aree corticali : le aree motrici e quelle sensitive , il cui sviluppo si verifica dal secondo mese di vita e le aree  associative dal terzo mese in poi.Queste ultime occupano la maggior parte della corteccia ; la loro estensione prevale nettamente su quella delle aree sensitive e motrici ( che,invece,  nei mammiferi inferiori occupano quasi tutta la corteccia).
Le aree motrici inviano ordini verso la periferia ; quelle sensitive   ricevono informazioni dai vari territori del corpo ; decodificano.poi,queste informazioni che  viaggiano dagli organi recettori  verso la corteccia e permettono  all’individuo di rendersi conto di cosa succede nell’ambiente circostante o all’interno del suo stesso corpo  (es.vista,tatto,dolore ) , contribuendo alla  maturazione delle aree occipitali, parietali e frontali .Le aree associative sono la sede  delle funzioni di associazione e di integrazione e sono correlate con abilità complesse come  il linguaggio,la lettura e la scrittura.
Lo sviluppo del sistema nervoso si accompagna anche a graduali modificazioni dello EEG che può essere considerato un  indice abbastanza fedele delle tappe maturative .
Nel bambino l’EEG è irregolare e scarsamente definito alla nascita ed assume  un aspetto più regolare ad un anno di età.Un quadro elettroencefalografico simile a quello dell’adulto viene raggiunto in media  soltanto verso i 16-17 anni , età in cui ha termine il processo di mielinizzazione delle fibre nervose cerebrali.
 
E’ solo da circa un secolo che viene riconosciuta l’importanza che le condizioni ambientali ed  educative possono  assumere in rapporto alle prime fasi  dello sviluppo
dell’essere umano.
In precedenza ci si preoccupava  unicamente dell’alimentazione e della salute,ignorando lo sviluppo psichico.Poichè lo si riteneva incapace di relazioni con l’ambiente,il bambino veniva tenuto per mesi  isolato nella culla e stretto in fasce.
L’importanza  dello sviluppo infantile e la necessità di una giusta relazione tra il bambino e la madre  è stata messa a fuoco da insigni psicologi e pedagogisti del primo Novecento,i quali si sono avvalsi del processo di scientifizzazione della psicologia,per cui essa è divenuta una disciplina autonoma e non più un settore marginale della filosofia ; ciò ad opera dei primi psicologi ,comparsi nella seconda metà dell’800,come Helmholtz,Fechner,Ebbinghaus,Brentano e soprattutto     Wilhelm Wundt.
Questi ,nel 1879,aprì a Lipsia, in Germania un istituto psicologico a carattere internazionale ,ove ben presto  accorsero psicologi da tutto il mondo per studiare la psicologia sperimentale dal  “grande maestro”  Wundt.
 Nell’ambito di una materia  tanto complessa,come è quella dello studio dell’uomo,si formarono ben presto varie Scuole ispirate a differenti principi teorici e metodologici.
Vorrei,però, sottolineare che il primo ad avere approfondito ,con la scoperta dell’inconscio,il mondo psichico del bambino,mettendo in risalto l’importanza del suo rapporto con la madre ai fini dello sviluppo del comportamento - anche se contestato in alcuni aspetti - è stato Freud,fondatore della Psicoanalisi : se non si hanno sufficienti esperienze e cure affettive, o se si creano conflitti interiori nella prima infanzia,da adulti si avranno difficoltà  a relazionare con gli altri,o forme di nevrosi o  di disadattamento.
Proprio a seguito delle sue intuizioni ,comprovate poi anche dalla pratica clinica,successivi psicoanalisti,come  Adler ,Jung e persino Erich Fromm,ideatore della  “nuova scienza dell’uomo “ e tanti altri studiosi,pur discostandosi  dalla sua teoria,hanno cominciato a guardare alla prima infanzia come ad un’epoca in cui hanno luogo esperienze destinate  a lasciare tracce determinanti nella psiche del bambino, facendolo orientare positivamente o negativamente verso il mondo.
Nei primi anni di vita,infatti,si sviluppa l’autostima  e si instaura uno stile di comportamento che farà da filtro alle  esperienze successive.
L’ambiente  svolge, a mio avviso, per il bambino , un ruolo davvero fondamentale.
Esso lo circonda con le sue persone,con i suoi suoni,con i suoi oggetti,con i suoi colori ed i suoi odori,cioè con le sue stimolazioni.
Immaginiamo cosa proverebbe qualcuno di noi  se dovesse rimanere anche solo per poche ore  in uno stato di completo isolamento !
I  primi esperimenti in tal senso furono effettuati nel 1957 da W.Heron  e poi approfonditi da  Cramer,mediante la cosiddetta  “camera silente “ , basata sull’isolamento acustico e sulla monotonia sensoriale .I risultati dimostravano che la deprivazione sensoriale sviluppa rapidamente nell’individuo illusioni ed allucinazioni.Se l’isolamento fosse prolungato,potrebbe portare a delle modifiche nella  neurochimica cerebrale, sfocianti in comportamenti aggressivi o autoaggressivi o a  scompensi della personalità  ,come  si è verificato nei casi di “tortura pulita “ usata sui prigionieri  per indurli a confessare.
Altri studi  hanno dimostrato che l’assenza di stimoli e di esercizi visivi ,tattili, acustici,motori negli individui animali o umani appena nati,può causare una menomazione permanente o una mancanza di certe attività motorie o intellettive.
 
Ad esempio,se si tengono dei soggetti nell’oscurità nei primi mesi di vita,si comporteranno in età adulta come se fossero ciechi,oppure  risulteranno gravemente impediti nelle situazioni che richiedono una discriminazione visiva ; ciò è dovuto all’atrofia  delle cellule e delle  diramazioni nervose   dei lobi  cerebrali che captano gli impulsi visivi.
Così pure i bambini che nascono sordi,non potendo sentire i loro stessi suoni che emettono dalla nascita, come tutti i neonati,regrediscono nella fonazione sino a diventare sordo-muti.
Esperimenti opposti,condotti dal neuropsicologo  contemporaneo Mark R. Rosenzweig,dimostrano come dei ratti  che vengono allevati in un ambiente ricco di stimolazioni sensoriali e motorie sono caratterizzati da una maturazione cerebrale più precoce : accanto a un cervello più pesante ,a cellule nervose più numerose,gli animali mostrano di possedere più elevate capacità in vari tests di apprendimento nel confronto di animali allevati in isolamento e privi di stimolazioni.
Anche nel bambino,  fattori ambientali positivi  possono  tradursi in una accelerazione dei processi di maturazione psicomotoria e percettiva.
Al contrario,fattori ambientali negativi ( malattie infettive,denutrizione grave,deprivazione sensoriale o affettiva),possono ritardare lo sviluppo  delle diverse strutture della corteccia cerebrale.
Il bambino,dunque, fin dai primi giorni di vita deve ricevere numerose stimolazioni tattili,visive,uditive,motorie,olfattive,cinestesiche e in particolar modo premure affettive,che alimentino il cervello in modo adeguato.
Numerosi psichiatri e psicologi contemporanei,quali Renè Spitz,Adriano Ossicini,John Bowlby,William Goldfarb,Susan Isaacs,Benjamin Spook,etc., hanno effettuato approfonditi studi  sulla carenza di cure materne,dimostrando che si possono verificare,in tali casi,delle atrofie,cioè ,dei blocchi nella maturazione del tessuto cerebrale , che provocano danni irreversibili ed arresti di sviluppo in ogni settore della personalità.
Interessantissimi sono, in merito,  gli scritti di Spitz   sull’ “ospitalismo” e  sulla conseguente “depressione  anaclitica “ che si verifica nei bambini ospedalizzati o allontanati bruscamente dalla figura materna con la quale avevano già intrapreso un rapporto affettivo.Tali bambini,infatti,evidenziavano un comportamento di lamentele e di pianto  nel primo mese di separazione ; di perdita di peso e di insonnia   nel secondo mese ; di rifiuto del contatto fisico e di ritardo nello sviluppo motorio con tendenza a contrarre malattie nel terzo mese ; di posizione prona e stato letargico dopo il terzo mese , con  un rilevante indice di mortalità nei casi più prolungati.
In realtà,dunque,per avere uno sviluppo normale del sistema nervoso , solo cibo ed acqua non bastano !
  
H.F: Harlow  è riuscito a dimostrare,con il suo famoso esperimento del 1958 , che  il conforto di una calda sensazione tattile è superiore a quello che deriva dall’alimentazione.
Se,infatti, una scimmietta viene nutrita da una “ madre adottiva”  (un manichino di fil di ferro),la scimmia trascorrerà il tempo  appena necessario per nutrirsi e passerà il resto del tempo in stretto contatto con un’altra  “madre adottiva” ,cioè un manichino rivestito di morbido panno.E anche dopo mesi riconoscerà questa seconda madre come la sua  “figura di attaccamento” ogni qualvolta avrà bisogno di essere confortata.
Poiché le strutture cerebrali che regolano questi meccanismi emotivi sono simili nel neonato e nella scimmia,Harlow ipotizzò che gli stessi atteggiamenti dovessero verificarsi anche nel bambino.Esperimenti successivi ,infatti, confermarono questa ipotesi.
Vorrei chiarire,però, che anche se nei primi mesi di vita  il comportamento del bambino e quello della scimmietta si equivalgono,successivamente le loro linee di condotta si separano nettamente. Ciò perché nel bambino si manifesta lo sviluppo lento  delle facoltà intellettive,mentre nell ‘animale  ci sono sempre gli stessi schemi comportamentali,che non si evolvono in forme individuali e ricche e di esperienza,come avviene nell’essere umano !
Tornando,quindi,al rapporto tra madre e neonato,è  pur vero che nella maggior parte dei casi l’alimentazione e il contatto pelle -  pelle  avvengono contemporaneamente, ma vi sono delle situazioni in cui  egli viene alimentato in fretta, di malavoglia e non è sufficientemente rassicurato.
In questi casi ricercherà la vicinanza e la compagnia di quelle persone che, avvolgendolo con il loro corpo e parlandogli dolcemente, gli forniscono le sensazioni di conforto tattile di cui ha bisogno,indipendentemente dalla gratificazione alimentare.
Una serie di osservazioni scientifiche ha dimostrato che quei neonati, che ricevono una manipolazione supplementare di venti minuti al giorno, piangono di meno dei loro coetanei che vengono dimenticati per lunghe ore nella culla ; essi sono, inoltre, anche visivamente più vigili perché placati dal contatto fisico,sono meno tesi e meno inclini ad irritarsi.
Come ben si vede,il bambino ha bisogno di sentirsi curato ed amato da chi sta intorno a lui ed è necessaria la comunicazione e l’intesa con la madre, con la quale egli instaura un codice  di mimiche e di azioni  seguite da vocalizzi che anticipano il linguaggio.
Il codice usato con la madre è di vitale importanza,in quanto,come sostiene  J.Bowlby, l’essere umano è  “programmato” ,per un meccanismo legato alla sopravvivenza (potremmo dire per il suo DNA) ad attaccarsi a qualcuno, che diviene la sua “figura di attaccamento “ .Quando,infatti,non riconosce tale codice,trovandosi con persone estranee,entra in uno stato di angoscia.
 
Mi piace ricordare  che quando ho presentato il libro di M.R.Pagnani  “Dormi tesoro”,composto di 22 ninne nanne,ho apprezzato molto l’autrice per la sua riscoperta della ninna nanna negli anni 2000.Tale libro,infatti,anche se con un contenuto apparentemente  semplice,vuole essere un diretto messaggio alle mamme
di oggi,le quali,non tutte certamente,cantano ancora la ninna nanna ai propri figli,per motivi di lavoro o per l’evoluzione dei tempi.
Essa,invece,potrebbe rivelarsi importante, perché da un lato rafforza il rapporto affettivo  tra madre e bambino e dall’altro favorisce il sonno  ,che è per l’organismo un bisogno neurofisiologico indispensabile .
Nell’approccio al sonno,infatti, il bambino, sentendosi cullato,ascoltando suoni e parole dolci dirette solo a lui,avendo la vicinanza di una persona sorridente che gli dedica del tempo,riceve grande conforto affettivo,nonché una serie incredibile di informazioni  e di stimolazioni ,più importanti della stessa nutrizione, come già abbiamo visto.
In tal modo acquisisce anche  il modello educativo di una persona  dolce,
premurosa,paziente ;modello di comportamento tanto importante per il processo di identificazione dell’Io.
Lo stato di serenità,di sicurezza emotiva e di benessere,inoltre,che sprigiona da tale rapporto,favoriscono un aumento del livello di endorfine,il cosiddetto ormone endogeno di gratificazione,nonché delle difese immunitarie e nello stesso tempo predispongono il bambino ad un sonno migliore.
Dobbiamo tenere presente che il sonno è di fondamentale importanza per la vita dell’uomo,in quanto ha il compito di  “recupero biologico” dell’organismo,cioè di ripristinare la energia  spesa  durante il giorno e di consolidare la memoria e l’apprendimento.
Perché ciò avvenga  pienamente,il sonno,come sostiene il neuro- psicologo Williuam Dement ,deve essere qualitativamente buono.Durante il sonno,infatti si verifica una notevole secrezione dell’ormone della crescita (somatotropina),che è importantissimo per lo sviluppo infantile,tanto che vengono attribuiti al cattivo sonno ( in situazioni di rumore,promiscuità,agitazione) alcuni ritardi della crescita .
Con l’invenzione dell’elettroencefalogramma , che registra i movimenti oculari,neuropsicologi tra cui Fisher ,Jouvet,hanno evidenziato che il sonno del bambino,il quale dorme molto,fino a 16 ore al giorno,è prevalentemente REM,ovvero ricco di sogni.
Il sonno  REM (rapid  eye movements) o sonno paradosso,energia onirica importantissima (che si alterna  a quello ortodosso, sonno lento privo di sogni),apportando intensa irrorazione sanguigna al cervello con elevata temperatura,è responsabile delle sintesi chimiche  indispensabili per i processi di rigenerazione e di adattamento del cervello stesso.
 
Se,infatti,l’attività onirica viene a mancare o perché si impedisce totalmente il sonno in un individuo,o perché lo si depriva  selettivamente del sonno REM,tramite psicofarmaci o droghe,etc.,si verificano menomazioni psicofisiche che vanno,da
forme di sonnolenza o di allucinazioni,a gravi alterazioni biochimiche cerebrali che offuscano le capacità intellettive.Esperimenti su soggetti animali ne hanno constatato la morte.
E’ da sottolineare che i  bambini iniziano a sognare molto presto e che nei loro sogni sono sempre presenti la madre ,l’ambiente familiare,i bisogni fondamentali come la nutrizione,la sicurezza emotiva o , nei bambini dai due ai sei anni,i complessi edipici.
Ma il sogno,come sostiene Freud nella sua  “Interpretazione dei sogni “ , trasforma sia nei bambini che negli adulti,le pulsioni ed i desideri inappagati o conflittuali della vita diurna in immagini simboliche,evitando  che essi  possano essere angosciosi e disturbare il sonno.
Freud,perciò, definisce i sogni “custodi “ o “guardiani” del sonno.
In conclusione,perché si abbia una equilibrata maturazione del comportamento ed un sano ed integrale sviluppo psicofisico,devono essere offerti all’essere umano, sin dalle prime ore di vita,contatti con gli altri,stimolazioni sensoriali e rapporti affettivi.
L’uomo,infatti,è dotato di una vita affettiva e sociale oltre che di intelligenza,per cui è necessario che l’educazione sia finalizzata non solo alla sfera intellettiva,ma anche alla sfera emotiva,che è la più fragile nel processo di sviluppo.
La funzione principale della persona che segue il bambino è ,dunque, di dargli calore,amore e sicurezza,di arginare le sue naturali angosce,di mettersi da parte qualora egli non abbia bisogno di lei,di capire i suoi interessi per far sviluppare in lui l’autonomia,l’autostima ed il vero  Sé ; deve cioè favorire le  occasioni e le  esperienze necessarie per aiutarlo a realizzare nel modo migliore le sue modalità comportamentali,nel rispetto delle  predisposizioni genetiche  volute da Dio per lui .
 
 
 
 





Fonte : scritti e appunti della professoressa Elisa Sparano Bosco. E-mail: gabrirobur@alice.it .  La Redazione di ARTCUREL ringrazia l'avvocato Carlo Bosco, marito dell'Autrice, per la collaborazione nella pubblicazione dell'articolo.












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