martedì 23 luglio 2019

CAMMINO DI FEDE "Io sono la luce del mondo", dice il Signore, "chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". (Gv 8,12), di padre Claudio Traverso



Padre Claudio Traverso

CAMMINO DI FEDE
 
"Io sono la luce del mondo", dice il Signore, "chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".  (Gv 8,12)
 
 
 
1° Cap.
“So a chi ho creduto”  (2 Tm 1,12)  La fede è innanzi tutto una adesione personale dell’uomo a Dio; al tempo stesso ed inseparabilmente, è l’assenso libero a tutta la verità che Dio ha rivelato. In quanto adesione personale a Dio e assenso alla verità da Lui rivelata, la fede cristiana differisce dalla fede in una persona umana. E’ bene e giusto affidarsi completamente a Dio e credere assolutamente a ciò che Egli dice. Sarebbe vano e fallace riporre una simile fede in una creatura.
CREDENTE: Il termine credente indica la persona che crede, che ha fede. Utilizzata in senso religioso la parola credente assume tutta la pienezza del suo significato e la ricchezza di contenuto.
Credere è un attività propria dell’uomo. In virtù della sua razionalità, libertà e affettività, l’uomo crede e può credere. Egli si realizza pienamente soltanto nell’interscambio con gli altri. Senza accettazione di quello che diciamo e che ci viene detto, la convivenza umana sarebbe impossibile.
Il credere come cristiano potenzia la comunicabilità dell’uomo aprendola a Dio in Cristo, accetta la verità della sua persona affidandosi ad essa e aderendo al suo contenuto e organizza in tal senso la sua vita spirituale.
Si può affermare che il credente cristiano in virtù della sua fede gode di una vita “nuova”, arricchita dal soffio dello Spirito che agisce dall’interno del suo cuore, essendo desiderato e accolto con gioia.
La fede autentica è sempre risposta alla Parola di Dio. Gesù Cristo sceglie degli apostoli, formerà dei discepoli, stabilirà la sua chiesa, il suo gregge, il suo regno e darà loro l’incarico di essere suoi testimoni, di predicare in tutto il mondo, di battezzare e di guadagnare gli altri alla stessa fede.
Cristo stabilisce il luogo nel quale il credente realizza per mezzo della fede un incontro personale con lui: incontro, fiducia nella sua persona che è adesione a lui senza riserve.
Buon cammino !
 
2° Cap.
Per il cristiano credere in Dio è inseparabilmente credere in Colui che Egli ha mandato, il suo Figlio prediletto nel quale si è compiaciuto (Mc 1,11); Dio ci ha detto di ascoltarlo.
Possiamo credere in Gesù Cristo perché egli stesso è Dio, il Verbo fatto carne.
E’ lo Spirito Santo che rivela agli uomini chi è Gesù. Infatti "nessuno può dire: "Gesù è il Signore" se non sotto l’azione dello Spirito Santo" (1 Cor 12,3) "che scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio (1 Cor 2,10).
La possibilità di riflettere sulla fede e la sua comunicazione non è solo una possibilità, ma una cosa necessaria e irrinunciabile. L’evangelizzazione infatti nasce dalla testimonianza di una comunità che vive onestamente il suo percorso di sequela del Vangelo.
E’ dunque un cammino con radici consolidate, che conosce entusiasmi e battute di arresto. E’ un cammino che ha i suoi punti essenziali: per dire la fede occorre ridirsi la fede e verificare di quale fede si tratta.
La fede è realtà che possiede diversi livelli. Essa riguarda innanzitutto una esperienza di salvezza che diventa proposta di vita e di "migliore riorganizzazione" dell’esistenza, personale e quindi comunitaria. Nasce da una storia concreta che ha coinvolto persone che ne sono diventate i testimoni a cominciare dagli Apostoli. Loro hanno continuato a costruire la loro personale vicenda e hanno dato parole a tale esperienza.
Si può quindi comunicare la storia che invita alla fede.
Ma questa non può essere contraddetta o invalidata dallo stile di vita di chi la propone. In questo caso il messaggio, il soggetto che lo comunica e il mezzo comunicativo usato devono essere in piena armonia tra di loro.
Buon cammino !


3° Cap.
Per la storia a cui facciamo riferimento e in cui crede la comunità cristiana è la "vicenda" di Gesù di Nazareth. Occorre raccontare di nuovo il fatto che ha dato origine alla nostra storia: evangelizzare e rievangelizzare ha per contenuto fondante la passione di Gesù per la causa del Regno di Dio. Incarnazione e Redenzione quindi.
Anche in questo aspetto aspetto si manifesta la centralità della Celebrazione Eucaristica che ci propone ogni anno la "storia" di Colui che ha cambiato la storia. E ce la presenta come racconto e come sacramento. La vicenda personale di Gesù è il contenuto base della comunicazione della fede.
La comunicazione della fede che nasce dalla continua rievangelizzazione delle comunità cristiane incontra uomini già impegnati a costruire il mondo. Molto probabilmente con modi di pensare e di organizzare la vita che possono essere espressi con formulazioni differenti, ma con obiettivi comuni da realizzare attraverso diverse disponibilità. questa è la situazione della Chiesa.
Una comunicazione della fede, quindi, realizzata per mezzo della vita di comunità adulte, impostata come dialogo finalizzato alla trasformazione e salvezza del mondo, a partire dalla centralità dell'esperienza umana e religiosa di Gesù di Nazareth.
Nella fede, l'intelligenza e la volontà umane cooperano con la grazia divina: credere è un atto dell'intelletto che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio per mezzo della grazia, dà il proprio libero consenso alla verità divina.
Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate appaiono come vere e intelligibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo per l'autorità di Dio stesso che le rivela, il quale non può né ingannarsi né ingannare.
Nondimeno Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua Rivelazione. Così i miracoli di Cristo e dei santi, le profezie, la testimonianza sincera di tanti credenti in ogni tempo sono segni certissimi della divina Rivelazione, adatti ad ogni intelligenza; sono motivi di credibilità i quali mostrano che l'assenso della fede non è affatto senza fondamento.
Buon cammino !
 
 
4° Cap.
Per essere umana, la risposta della fede data dall’uomo a Dio deve essere assolutamente libera; nessuno quindi può essere costretto ad abbracciare la fede. Infatti l’atto di fede è volontario per sua stessa natura. Tutte le volte che Cristo ha invitato alla fede e alla conversione lo ha sempre proposto liberamente come invito. Come pure il Signore ha reso testimonianza alla verità ma non ha voluto imporla con la forza a coloro che lo respingevano.
Il suo regno cresce in virtù dell’amore con il quale Cristo dalla croce trae a sé gli uomini. "Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me!" (Gv 12,32)
La Chiesa di Cristo è per il Regno e non per se stessa. I contenuti della sua azione sono dettati dal desiderio di vedere realizzato anche nel nostro tempo le dimensioni del progetto di Dio per la sua umanità. Esse sono la giustizia, la possibilità di vita e di una esistenza migliore, la solidarietà reciproca…
E’ la nuova creazione o la ri-creazione continua del mondo. E’ l’annuncio di una promozione integrale dell’uomo e della via per poterla realizzare (la via della croce). E’ l’annuncio in primo luogo dell’amore di Dio e poi dell’amore verso Dio. Questo annuncio è per ciascuno e per tutti e chiama gli uomini a conversione e a una migliore organizzazione delle diverse società.
L’accoglienza della Parola si realizza infatti attraverso l’attenzione alla storia del mondo. Le due dimensioni costituiscono insieme la missione della Chiesa e tale missione diventa il contenuto della celebrazione della presenza di Cristo risorto nella sua comunità.
La chiamata alla fede è in primo luogo conversione al Regno di Dio e alla sua giustizia, in secondo luogo alla vita ecclesiale. Questa funzione formativa-educativa non può dimenticare che la missione della Chiesa avviene in una storia ricca di tentativi e di sconfitte, di memoria e riconciliazione.
E per evangelizzare la società di oggi si tratta di ricomporre l’unità delle diverse esperienze spirituali e di fede. Sarà sicuramente necessario un processo di discernimento centrato sulla conversione al vangelo. In questo modo si richiama tutti e ciascuno ad una personale responsabilità, affinché il Regno di Dio venga, come preghiamo nel Padre Nostro.
Buon cammino !

5° Cap.
Chi è il cristiano? La risposta a questo interrogativo è meno facile di quanto si possa immaginare, constatando nel modo di rapportarsi alla fede intuizioni o sensibilità o punti di vista decisamente particolari. Non necessariamente sbagliati, ma parziali.
Il principio unificante dovrà tornare ad essere il primato dell’esperienza di fede di Gesù. Riportare al centro l’annuncio e la proposta della possibilità di essere discepoli e continuatori della speranza inaugurata da Gesù di Nazaret e confermata dalla risurrezione.
È l’esperienza di amicizia sincera di Gesù con i suoi discepoli il criterio di verifica.
Di fronte ad una società che determina le proprie scelte di vita, la propria economia, i propri criteri di relazione, a partire dal non equilibrio tra libertà personale e libertà altrui, tale esperienza rinnovata e custodita con amore diviene lo strumento principale attraverso il quale costruire comunità autentiche fedeli a nostro Signore.
La fede è la libera risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio che si rivela, e non può essere un atto isolato.
Nessuno può credere da solo come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l’esistenza.
Il credente ha ricevuto la fede dagli altri e ad altri la deve trasmettere, ma è soprattutto il nostro amore per Gesù e per gli uomini e non il semplice dovere, che ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In questo modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti e ciascuno non può credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e con la sua fede contribuisce a sostenere la fede degli altri.
Buon cammino !

6° Cap.
Con Cristo viene scritta una pagina nuova nella storia della salvezza: Viene stabilita una relazione personale: sarà una relazione di mutua abitazione "rimanete in me e io in voi" (Gv 15,4); "verremo a lui, in chi osserva i comandamenti, e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23). Credere in Cristo e, come lui, avere Dio per Padre non è solo accettare che Dio si è rivelato a Gesù, ma che egli e il Padre suo sono una cosa sola.
Perciò il credente  che accetta il Dio di Gesù crede nel Dio creatore del cielo e della terra che si è rivelato nella storia di Israele; ma crede pure in Gesù come Signore e come Dio.
Cristo inoltre è la testimonianza per eccellenza dell'azione di Dio nella storia umana. Gesù Cristo sceglierà degli apostoli, formerà dei discepoli, stabilirà la sua chiesa, il suo gregge, il suo regno e darà loro l'incarico di essere suoi testimoni, di predicare, di battezzare, di guadagnare gli altri alla stessa fede.
Cristo stabilisce un luogo nel quale il credente realizza per mezzo della fede un incontro personale con lui, e questo luogo è il cuore: incontro, fiducia nella sua persona che è adesione ed inserimento nel suo mistero di salvezza grazie ad una vita sacramentale seria ed assidua, grazie a Riconciliazione ed Eucaristia.
La vera identificazione con Cristo è interiore: è prima di tutto l'irrompere della stessa persona di Gesù nel nostro essere profondo. In questo modo il nostro cuore è invaso dalla vita divina del Signore risorto e arriviamo ad essere modellati su Cristo con cui siamo diventati una cosa sola (cf. Rm 6,5). Così la vita divina che fluisce in noi ci spinge a vivere con Dio come un padre. 
Questo sforzo deve essere compiuto da tutti e da ciascun credente, secondo i propri doni e possibilità. Quanto più e meglio si realizza questo impegno, tanto meglio la comunità dei credenti svolgerà la missione che il Signore le ha affidato. La fede autentica è sempre risposta alla parola di Dio, per compiere la sua volontà.
Buon cammino !
 
7° Cap.
"Sia santificato il tuo nome!": per noi moderni il nome ha un puro carattere convenzionale; non serve a esprimere e manifestare la realtà nella sua natura ma solo a designarla nella sua individualità.
Nel linguaggio della Scrittura, invece, il nome ha un rapporto intimo con la realtà significata e non solo designa ma esprime la persona. Costituisce parte integrante dell'individuo che lo porta, elemento essenziale della sua personalità.
Se il nome nel senso ebraico del termine designa il medesimo essere del Padre a lui si chiede che lo santifichi, cioè che si manifesti come santo agli uomini e che intervenga come tale nella storia umana. La santità di Dio include la sua giustizia, misericordia, bontà e il potere ch'egli solo possiede.
Lo si supplica che si riveli come Dio e Padre ma nello stesso tempo l'espressione "sia santificato" fa riferimento all'essere umano e alla sua azione. L'uomo santifica il nome di Dio non solo con le parole, ma principalmente riconoscendolo come creatore e Signore, origine della vita.
Questo riconoscimento è fede.
La santificazione del nome del Padre da parte del credente cristiano suppone la conversione, la crescita nel rapporto personale con Dio e l'impegno nel fare buon uso dei "talenti", dei doni ricevuti, per uno sviluppo armonico della sua persona a gloria di Dio fino alla sua piena maturità umana e spirituale.
Se la fede trasforma il credente cristiano nell'immagine del Figlio, essa include pertanto anche una conversione di ordine morale che si rivela come una esigenza pienamente collegata alla sua stessa fede.
La conversione, realizzata in piena libertà, suppone un cambiamento, accettato e non imposto, verso una piena dedizione a Dio e al prossimo in un cammino di riconciliazione con Dio, con se stesso e con i fratelli. Ma perché questa conversione venga attuata come azione umana la fede deve abbracciare speranza e amore per essere efficacemente operativa: la fede accetta Cristo; la speranza sopporta le vicende della vita con tutte le sue difficoltà e problemi in attesa della sua venuta; la carità è l'amore per Cristo e per i fratelli.
Esercitando queste virtù fondamentali rafforziamo la nostra fede e, pur essendo peccatori, viviamo questa nostra esistenza secondo il cuore di Dio.
Buon cammino!
 
8° Cap.
Conclusione: La conoscenza acquisita con la fede si trasmette attraverso la testimonianza, e per mezzo di essa il credente cristiano ha la possibilità di realizzare l'incontro personale con Cristo. Dato che è la Parola a dirigerci e a rendere possibile questo incontro, essa deve condurci a individuare e a identificare Cristo; e lo fa individuandolo profondamente nella sua vicenda  storica, nei suoi fatti... vita - passione - risurrezione... e nelle sue parole. Il credente, per mezzo di questi aspetti, sa con Chi si incontra e a Chi dare la sua adesione, e San Giovanni nel suo Vangelo pone come compendio della missione salvifica di Cristo:"...che conoscano te, l'unico vero Dio, e Colui che hai mandato" (Gv 17,3).
L'azione di Dio richiede la collaborazione dell'uomo ed in particolare del credente, e il modo per realizzare la missione affidata dal Signore ai suoi amici, a cominciare dagli apostoli ma poi a tutti, è essenzialmente prendere per modello Cristo:"Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato così amatevi anche voi gli uni gli altri. da questo - disse Gesù - tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13, 34-35).
Nella storia l'ultima parola non è dell'uomo ma di Dio, che ha realizzato in cristo il grande progetto della salvezza e tutti gli avvenimenti hanno una ragione e un collegamento nel piano di Dio. Il credente deve solo essere disposto a collaborare con la sua fede e con il suo concreto impegno quotidiano.
Così la parola annunciata si compie nell'Eucaristia: il pane prefigurato nel deserto e promesso da Cristo ora diventa realtà: il pane è Lui stesso; a chi lo mangia con fede sazia la fame di verità che è dentro ogni uomo. Se il cuore si spalanca attraverso la fede, la fiducia e l'amore, allora può entrare Cristo con tutta la ricchezza della sua grazia, con l'abbondanza di quei doni soprannaturali che scaturiscono dalla celebrazione dei suoi Misteri e che permettono al giusto di vivere di fede. 
Buon cammino!
 
 
 
 


Fonte : http://www.cantalleluia.net  ,  website a cura di Padre Claudio Traverso .












Nessun commento:

Posta un commento

Post più popolari negli ultimi 30 giorni