martedì 23 luglio 2019

LUCI NEL BUIO “ disse Gesù ai suoi discepoli: Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò ”. (Lc 6,31), di padre Claudio Traverso



Padre Claudio Traverso
 


LUCI NEL BUIO
“ disse Gesù ai suoi discepoli: Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò ”. (Lc 6,31)

 

Ogni uomo, quando riflette con sincerità, si rende conto, talvolta in modo improvviso, di essere coinvolto in qualcosa di superiore e diverso, di sperimentare un mistero che lo sorpassa riempiendolo di stupore, di avere la sensazione di essere conquistato o di conquistare qualcosa di più grande.
Questi segni del divino costituiscono le scintille di infinito che irrompono nel nostro quotidiano, poiché per chi sa guardare con occhio limpido, l’esistenza umana è disseminata di riflessi di vita divina che sono la base della speranza oltre quello che vediamo con i nostri occhi e tocchiamo con le nostre mani.
Il “senso religioso” che ci serve, che ci aiuta, è la capacità di leggere la vita senza fermarsi alla superficie ma saperla guardare in profondità oltre le apparenze: percepire l’esi­stenza “dell’invisibile” e cogliere il senso del mistero.
Questa capacità si nutre dello stupore, della meraviglia e della curiosità, di quella “inquietudine” che costringe l’uomo alla ricerca di significato.
L’uomo è un essere sempre in cammino verso il raggiungimento della sua pienezza, che non si realizza totalmente in un momento, ma soltanto in una successione di tempi e di esperienze vissute in profondità e interiorizzate: nel tessuto del mondo la vita è in ogni caso una grande avventura che comporta momenti di crescita, di maturazione, ma anche arresti, crisi e diminuzioni; tutto ciò è comprensibile e sperimentabile da ciascuno e da tutti nella realtà quotidiana.
L’annuncio di fede, incentrato nella persona di Gesù Cristo, diventa così la risposta vera ai bisogni più profondi dell’uomo e alla sua ricerca di dare significato alla vita.
E’ nell’incontro con il nostro Signore che ci formiamo a poco a poco una coscienza nuova: e’ la scoperta di “chi” sono io, e che in ogni caso sono amato e libero, in grado di accettarmi per quello che sono e incontrare Gesù per quello che Egli è.
Solo colui che guarda lontano e tende le braccia saprà riconoscere Chi gli va incontro con amore. E Gesù viene quando prendiamo coscienza del nostro bisogno di essere guariti.
“Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me ! ”  Dice Gesù nel Vangelo di Giovanni 12,32. Quindi nulla ci viene imposto con la forza, ma il Figlio di Dio salito sulla croce per amore si propone alla nostra attenzione, invitandoci a ricambiare a nostra volta amore.
 Essere uomo significa quindi saper ascoltare il mistero delle cose, contemplare la realtà con occhi non superficiali, ritrovare l’unità con la natura e con i propri simili in un mondo che cerca la pace più di ogni altra cosa, ma che difficilmente la trova con le sue sole forze, riflettere sul senso della vita dell’uomo attraverso gesti, decisioni e realizzazioni.
Si può e si deve imparare a credere all’invisibile, a fare esperienza del mistero:  osservando le piccole cose, contemplando con stupore le bellezze della natura, ascoltando con interesse racconti di vita; scoprire l’intreccio delle esperienze, coltivare l’impazienza dell’attesa, vivere la gioia della festa, accogliere con gratitudine l’attenzione delle persone, domandarsi il significato delle cose.
La Parola di Dio ci illumina, ma va accolta seriamente e poi inserita senza riserve nell’attualità della nostra esistenza, affinché l’esperienza spirituale possa essere motivo di rinnovamento e di trasformazione in senso positivo di tutta la nostra vita, rispondendo alle attese più profonde del cuore che cerca Dio con sincerità e con amore.
Tutto questo si può definire come la grande avventura della fede.
Buon cammino !   

 


Fonte : http://www.cantalleluia.net  ,  website a cura di Padre Claudio Traverso .











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