martedì 23 luglio 2019

LUCI NEL BUIO “ nell'amore non c'è timore ”. (1°Gv 4,18), di padre Claudio Traverso



Padre Claudio Traverso
 


LUCI NEL BUIO
“ nell'amore non c'è timore ”. (1°Gv 4,18)

 
 
“Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore …….Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede” (1° Gv 4,18.5,4)

La via della fede è un itinerario lungo e complesso, che deve essere continuamente rinnovato e approfondito.
La fede non è semplicemente una 'dottrina da credere', ma un cammino lento tra le difficoltà e le incertezze della vita, sorretti dalla presenza di Gesù e della sua Parola.
La fede è un 'navigare nella tempesta', 'camminare sul mare', 'essere messi in discussione dal Signore', 'confrontarsi con la croce'.
Ciò che ostacola la nostra fede è la 'paura', il 'confidare sulle nostre forze', la 'pretesa di avere capito il mistero di Dio', il 'porre le nostre attese davanti al Signore' esigendo di essere esauditi ad ogni costo…
L’amore vince tutto ………..ma proprio tutto? Anche ciò che sembra invincibile come il male, l’odio, le guerre…  e poi le malattie, la disperazione, la solitudine?
Certo, parliamo non di “amore” come sentimento e neanche come buona intenzione o altro, ma l’Amore come una Persona, il nostro Signore.
“DIO E’ AMORE” ci ha ricordato il Papa nella sua I° Enciclica: ”Dio ama tutto l’uomo – aggiunge – che facendosi uomo egli stesso, lo segue fin nella morte e in questo modo riconcilia giustizia e amore”.
Infatti come possiamo da soli vincere tutto ciò che ostacola la natura del nostro amore che è fatta per il bene?
... Semplici considerazioni solo per dire che c’è tra noi Colui che solamente può farci rinascere tutti al gusto della vita.
L’amore vince tutto perché l’amore è Uno presente tra noi, è Gesù che ci ha detto: “Non abbiate paura, io sarò con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”.
 "Perché avete paura, uomini di poca fede?" (Mt 8,26). Di fronte alla morte tutti abbiamo paura... e la paura della morte diventa paura di vivere. Solo la fede può vincere la paura, solo la fede permette di accogliere la morte come sorgente di nuova vita. I discepoli hanno fede in Gesù, poiché nel pericolo si rivolgono a lui. Ma la loro è una "fede piccola", quasi istintiva, che cerca un’immediata soluzione del problema, senza neppure affrontarlo. Gesù li invita ad una fede più matura, più grande. È un invito a superare la paura affrontando con fiducia le prove che minacciano la vita perché la fede non può non confrontarsi, prima o poi, con la realtà della morte. Se la nostra fede serve solo per salvarci e preservarci dalla morte essa è una povera fede che non fonda una vita cristiana. Ai discepoli manca una piena e solida fiducia in Gesù perché ancora non hanno compreso fino in fondo chi Lui sia, e quali sia il senso autentico della vita.
 "levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia" (Mt 8,26). Il risveglio di Gesù coincide con la salvezza: tutto ciò che era fuori controllo ora è sotto il dominio del Signore che salva. La pace che si crea è il dono del Signore ai suoi discepoli, perché possano compiere la traversata, sicuri di arrivare al porto sospirato. Come nella dinamica battesimale più siamo immersi nella morte di Cristo più riemergiamo risorti, così ogni difficoltà ci introduce sempre di più in una fede viva in Gesù.
 "I presenti furono presi da stupore e dicevano: "Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?" (Mt 8,27). Questi presunti spettatori dell’accaduto sembrano spuntare dal nulla, e si domandano da dove venga colui che ha il potere sugli elementi naturali. A questo stupore di fronte all’opera del Salvatore, risponde il brano stesso ricordandoci che colui che salva è con noi, sulla nostra stessa barca, e "dorme" per dare anche a noi la fiducia del risveglio e rinnovarci nella pace.
Ogni nostra giornata è una avventura da vivere nella fede. Ma perché sia proprio così occorre un atteggiamento particolare: quello di riconoscere che non siamo noi a decidere tutto, ma consapevoli di non essere padroni della nostra vita e del nostro futuro, ci disponiamo a vivere il nostro tempo con serena fiducia e con la certezza che qualunque circostanza deve rivelare per noi un’occasione da sfruttare in maniera positiva.
Questo significa vivere in una dimensione di fede e di ascolto, senza sentirci mai smarriti o eccessivamente preoccupati, pronti a cogliere quei suggerimenti che il Signore riterrà opportuno offrirci per valorizzare la nostra esistenza come Lui desidera.
Solo così possiamo davvero vivere con coraggio ogni giorno gli elementi caratteristici dell’avventura della vita, cioè il rischio, l’imprevedibilità, la mancanza di sicurezze umane totali e la capacità di affrontare qualsiasi situazione che ci si presenti con la convinzione di poterla trasformare in un atto d’amore.
E tutto questo senza che nulla sia subito con pesantezza, ma vissuto invece come il modo più indicato per trasferire nella nostra esistenza quotidiana la novità creativa e la ricchezza di infinito che ci possono venire solo da Dio.
 

 


Fonte : http://www.cantalleluia.net  ,  website a cura di Padre Claudio Traverso .













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